Consulenza incentivi 2026



  • SIMEST – Fondo 394/81 Linea Transizione Digitale o Ecologica

    SIMEST – Fondo 394/81

    Linea Transizione Digitale o Ecologica

    FINALITÀ

    La misura sostiene la realizzazione di investimenti per l’innovazione digitale e/o per la transizione ecologica, nonché per il rafforzamento patrimoniale dell’Impresa, a beneficio della competitività sui mercati internazionali.

    BENEFICIARI

    L’impresa richiedente, tra le altre cose, deve rispettare i seguenti requisiti:

    • avere sede legale in Italia

    • avere sede operativa in Italia

    Alla data di presentazione della domanda deve inoltre essere soddisfatto uno dei seguenti requisiti:

    • avere un fatturato export pari ad almeno il 10% dell’ultimo Bilancio

    • in alternativa, essere una PMI produttiva, con un fatturato export pari ad almeno il 3% dell’ultimo Bilancio, e far parte di una filiera produttiva di almeno 3 imprese clienti, con contratti di fornitura stipulati da almeno 12 mesi dalla presentazione della domanda

    SOGGETTI ESCLUSI

    Sono escluse dall’accesso all’Intervento Agevolativo le imprese:

    • attive nel settore bancario, finanziario e assicurativo

    • attive in via prevalente nei settori della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli

    IMPORTO DEGLI INVESTIMENTI

    Fermo restando l’importo minimo di euro 10.000, l’importo massimo dell’investimento che può essere richiesto è pari al minore tra:

    • il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due Bilanci (voce A1 del conto economico)

    • i seguenti importi, variabili in funzione della dimensione dell’impresa:

    • euro 500.000 per micro imprese

    • euro 2.500.000 per PMI e PMI innovative

    • euro 5.000.000 per le altre imprese

    AGEVOLAZIONE

    L’agevolazione è richiesta dall’impresa richiedente sotto forma di finanziamento agevolato ed eventuale cofinanziamento a fondo perduto.

    Finanziamento agevolato

    • tasso d’interesse agevolato vigente alla data della delibera di concessione, pari a una percentuale del Tasso di Riferimento comunitario scelta dall’impresa tra 10%, 50% e 80%

    • durata complessiva del finanziamento pari a 6 anni, di cui 2 anni di preammortamento

    Cofinanziamento

    L’impresa richiedente può chiedere un cofinanziamento fino al 10% dell’importo dell’investimento, e comunque fino a un massimo di euro 100.000, riconosciuto in presenza di almeno uno dei seguenti requisiti:

    • PMI (anche Micro Impresa) con sede operativa nelle Regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), costituita da almeno 6 mesi

    • PMI (anche Micro Impresa) in possesso di certificazioni ambientali o di sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000)

    • PMI (anche Micro Impresa) giovanile, costituita per almeno il 60% da giovani tra i 18 e i 35 anni

    • PMI (anche Micro Impresa) femminile, costituita per almeno il 60% da donne

    • PMI (anche Micro Impresa) con una quota di fatturato export pari ad almeno il 20% del fatturato totale

    • PMI (anche Micro Impresa) innovativa, registrata come PMI innovativa presso la sezione speciale della Camera di Commercio

    • impresa, anche non PMI o Micro Impresa, in possesso di certificazioni ambientali o di sostenibilità

    • impresa con interessi diretti nei Balcani Occidentali

    • impresa con unità locale o sede operativa localizzata nei territori colpiti dagli eventi alluvionali a partire dal 1° maggio 2023 (DL 61/2023)

    • impresa con unità locale o sede operativa localizzata nei territori colpiti dagli eventi alluvionali a partire dal 2 novembre 2023 (DL 145/2023)

    È inoltre previsto un cofinanziamento fino al 20% dell’importo dell’investimento, e comunque fino a un massimo di euro 200.000, per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026, qualora l’impresa richiedente sia un’impresa energivora o abbia intrapreso un percorso di efficientamento energetico.

    Per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026 da imprese energivore o che hanno intrapreso percorsi certificati di efficientamento energetico, è inoltre possibile richiedere l’esenzione dalla prestazione delle garanzie.

    INTERVENTI AMMISSIBILI

    L’impresa richiedente deve destinare almeno il 50% dell’importo deliberato a investimenti digitali e/o ecologici.

    La restante parte, fino al 50%, può essere destinata a ulteriori investimenti volti al rafforzamento patrimoniale.

    La quota destinata agli Ulteriori Investimenti può essere elevata fino a:

    • 70% dell’importo deliberato, in presenza di un incremento dei costi energetici pari ad almeno il 100% oppure di un fatturato export pari ad almeno il 20%

    • 80% dell’importo deliberato per le imprese con interessi nei Balcani Occidentali

    • 90% dell’importo deliberato per le imprese con unità locali o sedi operative nei territori colpiti dagli eventi alluvionali di cui all’Allegato I del DL 61/2023 e per le imprese energivore o che hanno intrapreso un percorso di efficientamento energetico, che potranno destinare tale importo, o quota parte dello stesso, fino a un massimo di euro 800.000, anche alla realizzazione di incrementi di capitale sociale delle proprie controllate e all’erogazione del finanziamento soci

    SPESE AMMISSIBILI

    Sono ammissibili le seguenti spese.

    Spese per la Transizione Digitale, anche in Italia:

    • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali

    • realizzazione e ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale

    • investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali

    • consulenze in ambito digitale (es. digital manager)

    • disaster recovery e business continuity

    • blockchain, esclusivamente per la notarizzazione dei processi produttivi e gestionali

    • spese per investimenti e formazione legate all’Industria 4.0 (cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e aumentata, robotica avanzata e collaborativa, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine)

    Spese per la Transizione Ecologica:

    • spese per investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale, anche in Italia (efficientamento energetico, idrico, mitigazione degli impatti climatici, ecc.)

    • spese per l’ottenimento e il mantenimento delle certificazioni ambientali connesse agli investimenti oggetto del finanziamento

    Sono inoltre ammissibili:

    • spese per investimenti volti a rafforzare la solidità patrimoniale, anche in Italia

    • spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale

    • spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di Intervento Agevolativo, fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato e comunque non superiore a euro 100.000, previa trasmissione a SIMEST del contratto e della dichiarazione di indipendenza del consulente

  • CREDITO DI IMPOSTA ZES Unica SUD

    Coordinato con la legge di conversione

    13 novembre 2023, n. 162

    Finalità

    Il Piano Strategico della ZES Unica, di durata triennale, definisce la politica di sviluppo della ZES, individuando:

    -i settori da promuovere e rafforzare, anche in modo differenziato per regione;

    -gli investimenti e gli interventi prioritari;

    -le misure volte a favorire la riconversione industriale e la transizione energetica;

    -le modalità di attuazione degli interventi.


    Beneficiari

    Possono beneficiare del credito d’imposta:

    -Micro, Piccole, Medie e Grandi Imprese

    -Imprese operanti in tutti i settori, inclusi:

    1.produzione primaria di prodotti agricoli;

    2.pesca e acquacoltura;

    3.trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura.


    Requisiti obbligatori

    Le imprese devono:

    1.non essere in stato di liquidazione o scioglimento;

    2.non trovarsi in difficoltà;

    3.disporre di una struttura produttiva in una delle regioni della ZES Unica:

    -Marche

    -Umbria

    -Abruzzo

    -Basilicata

    -Calabria

    -Campania

    -Molise

    -Puglia

    -Sicilia

    -Sardegna


    Dotazione finanziaria

    Per l’anno 2026, la dotazione prevista dalla Legge 30 dicembre 2024, n. 207 è pari a:

    € 2,3 miliardi


    Interventi e spese ammissibili

    Sono agevolabili gli investimenti relativi a:


    1.acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, anche tramite locazione finanziaria, destinati a strutture produttive esistenti o di nuova realizzazione nel territorio ZES;

    2.acquisto di terreni;

    3.acquisto, realizzazione o ampliamento di immobili funzionali agli investimenti.

    Importante:

    Il valore complessivo di terreni e immobili non può superare il 50% del totale dell’investimento.


    Importo dei progetti

    -Minimo: € 200.000

    -Massimo: € 100.000.000


    Periodo di realizzazione degli investimenti:


    dal 16 novembre 2024 al 15 novembre 2025

    Per la locazione finanziaria, rileva il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

    Sono escluse le spese di manutenzione.


    Agevolazione

    Il contributo è concesso sotto forma di credito d’imposta, nel limite massimo consentito dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022–2027.


    Percentuali di agevolazione

    La misura del credito varia in base a regione e dimensione dell’impresa:


    Campania, Puglia, Calabria, Sicilia

    -Piccole imprese: fino al 60%

    -Medie imprese: fino al 50%

    -Grandi imprese: fino al 40%


    Molise, Basilicata, Sardegna

    -Piccole imprese: fino al 50%

    -Medie imprese: fino al 40%

    -Grandi imprese: fino al 30%


    Abruzzo, Umbria, Marche

    -Piccole imprese: fino al 35%

    -Medie imprese: fino al 25%

    -Grandi imprese: fino al 15%


    Cumulabilità

    Il credito d’imposta, ai sensi del Regolamento UE n. 651/2014, è cumulabile con:

    -aiuti de minimis;

    -altri aiuti di Stato sugli stessi costi,

    purché non siano superati i limiti massimi previsti dalla normativa europea.


    Obblighi delle imprese beneficiarie


    Per il mantenimento del beneficio, le imprese devono garantire che:

    -i beni agevolati entrino in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo all’acquisizione o ultimazione;

    -i beni non siano dismessi, ceduti o destinati ad altri usi entro il quinto periodo d’imposta successivo all’entrata in funzione.


    Per i beni in locazione finanziaria, gli obblighi restano validi anche in caso di mancato esercizio del riscatto.


    Inadempienze

    In caso di violazioni:

    -il credito d’imposta sarà rideterminato, escludendo i beni non conformi;

    -gli importi indebitamente utilizzati dovranno essere restituiti entro il termine di versamento del saldo IRPEF/IRES.


    Utilizzo del credito

    Il credito d’imposta è utilizzabile:

    -esclusivamente in compensazione (art. 17, D.lgs. 9 luglio 1997, n. 241);

    -da indicare nella dichiarazione dei redditi del periodo di riconoscimento e in quelle successive fino a completo utilizzo.



  • Iperammortamento 2026 (normativa in evoluzione)

    Soggetti ammessi

    La nuova agevolazione riguarda le imprese che:

    -sono titolari di reddito d’impresa;

    -effettuano investimenti in beni strumentali nuovi dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 (termine lungo 30 giugno 2027 se l’ordine è accettato entro il 31 dicembre 2026 e pagato almeno il 20% di acconto);

    -rispettano le norme di sicurezza e regolarità contributiva.


    Esclusioni:


    -soggetti in procedure concorsuali o con sanzioni 231;

    -professionisti e imprese agricole a reddito catastale (sono previsti strumenti dedicati).

    Meccanica del beneficio


    -La misura consiste in una maggiorazione del costo di acquisizione ai fini IRES/IRPEF, rilevante per quote di ammortamento o canoni leasing;

    -Non incide su IRAP;

    -Gli acconti 2026 si determinano senza considerare la maggiorazione.


    Accesso e cumulabilità


    -Gestione e certificazioni tramite piattaforma GSE;

    -Cumulabile con altri aiuti nazionali o UE nei limiti del costo e al netto dei contributi ricevuti;

    -Attuazione tramite Decreto MIMIT/MEF (sentito MASE) entro 30 giorni dall’1/1/2026, che definisce: criteri “green”, tetti €/kW e €/kWh, procedure e documentazione.


    Interventi e spese ammissibili


    Possono beneficiare del credito:


    -Beni materiali e immateriali 4.0, conformi ad Allegati A e B L. 232/2016, interconnessi al sistema aziendale;

    -Impianti per energia da fonti rinnovabili, anche per autoconsumo, inclusi: produzione e stoccaggio energia e impianti fotovoltaici con moduli conformi all’art.12, co.1, lett. a), b), c) DL 181/2023.


    Aliquote di maggiorazione

    La maggiorazione extracontabile si applica solo ai fini imposte sui redditi e prevede tre scaglioni:

    Regime Base:

    -180% per investimenti fino a € 2,5 milioni

    -100% per investimenti da € 2,5 a € 10 milioni

    -50% per investimenti da € 10 a € 20 milioni


    Regime Green (riduzione consumi ≥3% sito o ≥5% processi):


    -220% fino a € 2,5 milioni

    -140% da € 2,5 a € 10 milioni

    -90% da € 10 a € 20 milioni


    Note: le maggiorazioni si applicano per scaglioni di investimento.


    Semplificazioni per la componente “Green”

    Le soglie di risparmio sono considerate raggiunte in caso di:


    -sostituzione di beni Allegato A interamente ammortizzati da ≥ 24 mesi;

    -contratto EPC con ESCo che impegna a riduzioni di consumo;

    -impianti fotovoltaici con requisiti tecnici fissati dai decreti attuativi.


    Sostituzione dei beni


    È possibile sostituire beni senza perdita del beneficio residuo se, nello stesso periodo d’imposta della cessione/trasferimento all’estero, si acquista un bene nuovo con caratteristiche analoghe o superiori.


    -Se il nuovo bene costa meno, il beneficio prosegue fino a concorrenza del nuovo costo.

    Esempio pratico: bene 4.0 (non green) – valore € 100.000

    Dati:

    Bene conforme ad Allegati A/B, interconnesso, acquistato nel 2026

    Maggiorazione iper: 180% (scaglione fino a € 2,5 mln)

    Ammortamento lineare su 5 anni (20% annuo)

    Aliquota IRES: 24%

    Acconti 2026 calcolati senza considerare la maggiorazione

    Calcoli:

    -Costo del bene: € 100.000

    -Maggiorazione iper: € 180.000

    -Base fiscale totale: € 280.000

    -Quota annua ordinaria: € 20.000

    -Quota annua iper extra: € 36.000

    -Deduzione annua totale: € 56.000

    -Risparmio IRES annuo sulla quota extra: € 8.640

    -Risparmio IRES totale su 5 anni: € 43.200


    Tabella annuale (2026-2030):


    -Quota annua ordinaria: € 20.000

    -Quota iper extra: € 36.000

    -Deduzione totale annua: € 56.000

    -Risparmio IRES annuo sulla quota extra: € 8.640





Perizia credito d’imposta beni strumentali

Obiettivi:

La Perizia Tecnica ha come obiettivo agevolare l’impresa nell’accesso al credito d’imposta 4.0 sui beni strumentali nuovi di costo unitario superiore a 300.000 euro. Una soluzione consigliata però anche per i beni di costo pari o inferiore a tale somma perché evita l’assunzione dei rischi e delle responsabilità di natura civilistica e penale legati alla dichiarazione sostitutiva di atto notorio.


Vantaggi:

• È effettuata da un team di ingegneri che collaborano con noi

• Permette di ottenere un parere professionale reso in forma indipendente sull’inquadramento del bene.

• Affianca e coinvolge l’imprenditore in tutte le fasi di analisi, dalla raccolta dei dati, fino al rilascio della verifica documentale.

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